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Terre di Carmen | Racconti di olio di oliva
Racconto sull'olio di oliva attraverso un consumatore
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Racconti d’olio

Racconti d’olio

“Oggi sono andata a comprare una bottiglia di olio extravergine di oliva a Milano. Ho scelto un negozio che avevo visto passeggiando qualche giorno fa, ha una piccola selezione di oli, ovviamente solo italiani, che provengono da tutta la penisola.

Locale molto carino, ben arredato e ben curato nei dettagli, preciso, niente pane per gli assaggi, solo in bicchiere.

Ho assaggiato 6 oli, stavo cercando un monovarietale, ed ho chiesto alla ragazza che c’era al banco di farmi assaggiare le varietà più diffuse in Italia.

Iniziamo con il primo, mi versa in un bicchierino alcune gocce di un olio prodotto in un frantoio qui in Liguria, non mi colpisce molto, chiedo di poter assaggiare qualcos’altro. Mi versa in un altro bicchiere sempre un olio dalla Toscana,  più intenso, si, ma ancora poco determinato.

Mi prepara due bicchierini con l’olio di due diversi produttori, assaggio il primo ottimo olio per i miei gusti, sia all’olfatto che al gusto e nel frattempo guardando le bottiglie presenti in negozio, ne vedo una tutta nera molto elegante con poche scritte sul fronte, molto invitante e chiedo di poterlo assaggiare. E la scelta è stata giusta, anche questo un olio proprio buono sia all’olfatto, con sentori erbacei ed un aroma di origano, l’amaro ed il piccante in bocca si fanno sentire ad alti livelli, con sapori persistenti di erba, frutta acerba con una sensazione di freschezza.

La mia scelta è quasi fatta chiedo i prezzi degli ultimi 2 oli e lei mi dice: la prima bottiglia da 500 ml costa euro 20,50 mentre la bottiglia con l’etichetta scusa da 500 ml costa euro 23,00.

Scelgo la bottiglie dall’etichetta scura, incartamento a modo, con uno strato di quella plastica con le palline d’aria contro gli urti, una carta dorata chiusa con un adesivo con stampato il logo del negozio, una busta trasparente ma sfiziosa, con un solo manico, pago prendo tutto saluto ed esco.
E proprio mentre mi dirigo verso casa, rifletto su una cosa che mi fa pensare:  quando ho chiesto il prezzo degli oli, ed ho sentito solo prezzi sopra i 20 euro per mezzo litro, quindi più di 40 euro a litro, mi sono detta tra me e me, cavolo quanto costano questi oli, forse sto spendendo troppo per mezzo litro e quasi quasi ci stavo ripensando, se comprarlo o no, ma subito è rivenuta fuori il produttrice di olio che c’è in me.

Io so quanto costa produrre un litro di buon olio e mi sono chiesta, ma se vuoi veramente un buon olio quanto dovresti spendere? inoltre velocemente ho pensato quasi per autoconvincermi che stavo facendo la cosa giusta: vabbè dai se la sera prima mi sono bevuto in compagnia due birre con una porzione di patatine fritte ed ho speso 11,50 euro in mezz’ora circa e l’altro giorno ho ordinato una bottiglia di vino al ristorante per 24,00 euro e l’abbiamo finita nel tempo di una cena ed ora mi preoccupo per una bottiglia che durerà sul tavolo 20 giorni circa, allora come se niente fosse, dico: per favore mi dai quella bottiglia nera, per questa volta, la prossima prenderò anche l’altra.

A questo punto mi chiedo, ma come è possibile che anch’io che sono sempre stata pro olio extravergine di qualità nei fatti e non solo sull’etichetta, abbia avuto tentennamenti se acquistare o no un buon olio che realmente mi aveva colpito?

La risposta, secondo me, sta nel fatto che ogni giorno veniamo bombardati da promozioni di tutti i tipi, olio di oliva a 3,00 euro sul volantino del supermercato, olio extravergine a 3,50 euro in televisione, sui cartelloni per la strada e così via. Promozioni su promozioni come se la cosa su cui dovessimo assolutamente risparmiare quando si fa la spesa deve essere per forza l’olio.

Dobbiamo cambiare atteggiamento nei confronti dell’ingrediente principale della maggior parte dei piatti compositi e non considerarlo come fanno i camerieri dei ristoranti che dicono: le porto i condimenti per l’insalata? No, l’olio non è solo un condimento!

E credo che fino a quando non finirà questo bombardamento che innesca nel consumatore un effetto di ricerca del prezzo più basso, la qualità sarà sempre messa in secondo piano. Potrebbero servire campagne informative con mini corsi gratuiti nei supermercati di come si assaggia e si sceglie un olio di qualità, e di come può far bene alla salute un vero olio extravergine di oliva.”

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